La discriminazione nei confronti delle persone con HIV continua ad aumentare: il 12% in più di segnalazioni rispetto all’anno precedente

Nonostante i progressi della medicina e decenni di lavoro di sensibilizzazione, la discriminazione nei confronti delle persone con HIV in Svizzera rimane una realtà – ed è aumentata. Il rapporto sulla discriminazione 2025 dell’Aiuto Aids Svizzero documenta 102 casi segnalati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. Ciò corrisponde a un aumento del 12 per cento rispetto all’anno precedente.

In qualità di centro di segnalazione federale, l’Aiuto Aids Svizzero documenta i casi di discriminazione e di violazione della protezione dei dati nei confronti delle persone con HIV. In occasione dello Zero Discrimination Day, il 1° marzo, pubblica il suo rapporto annuale sulla discriminazione. I dati attuali lo dimostrano chiaramente: la stigmatizzazione dell’HIV non è un fenomeno marginale, ma continua a rappresentare un problema sociale.

È particolarmente grave che, ancora una volta, una parte significativa degli episodi si sia verificata nel settore sanitario – proprio in quell’ambito in cui dovrebbero essere garantiti sostegno professionale, sicurezza e un rapporto basato sulla fiducia. Le persone affette da HIV riferiscono di trattamenti negati, misure di protezione eccessive o violazioni della protezione dei dati. Paure infondate riguardo alla trasmissione del virus e la mancanza di conoscenza della non trasmissibilità grazie alle efficaci terapie anti-HIV portano ripetutamente a episodi di discriminazione. Ad esempio, a un paziente è stata negata la cura di una ferita dopo aver rivelato il proprio stato sierologico; in un altro caso, sul letto d’ospedale era stato appeso un cartello con la scritta «HIV» ben visibile.

«Chi oggi convive con l’HIV e ha accesso a una terapia anti-HIV non può trasmettere il virus se in trattamento. Ciononostante, le persone con HIV subiscono stigmatizzazione e incontrano incertezza – in alcuni casi proprio lì dove cercano assistenza medica. Ciò dimostra chiaramente che il nostro lavoro è ben lungi dall’essere concluso», afferma Andreas Lehner, direttore dell’Aiuto Aids Svizzero.

Discriminazioni strutturali si riscontrano anche nel settore delle assicurazioni private, delle assicurazioni sociali e nella vita lavorativa. Le richieste di assicurazione vengono respinte nonostante lo stato di salute sia stabile oppure approvate solo con riserve. Nel contesto professionale si verificano domande inammissibili sullo stato di salute o sulla divulgazione di informazioni riservate. Tali esperienze non solo mettono a rischio la sicurezza economica delle persone coinvolte, ma violano anche i loro diritti della personalità.

In molti casi, Aiuto Aids Svizzero, insieme alle sue organizzazioni affiliate regionali, ha potuto fornire sostegno consultivo e intervenire. L’analisi mostra tuttavia anche che in Svizzera manca tuttora una base giuridica completa per la protezione contro la discriminazione, il che spesso rende difficili o impossibili le azioni legali. Inoltre, le discriminazioni spesso non vengono segnalate, motivo per cui si presume che il numero di casi non denunciati sia elevato.

In occasione dello Zero Discrimination Day del 1° marzo, l’Aiuto Aids Svizzero chiede quindi una maggiore sensibilizzazione nel settore sanitario, una valutazione del rischio basata su dati concreti da parte delle assicurazioni e una protezione legale più completa contro la discriminazione. Con la campagna «Segnalalo subito!» l’Aiuto Aids Svizzero intende inoltre contribuire a garantire che i casi di discriminazione legati all’HIV possano essere segnalati in modo semplice, diretto e riservato.

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