Il sesso rende felici. La paura no. L’amore unisce. L’ignoranza no. La conoscenza protegge. Il panico no.
Le persone con HIV in terapia non possono trasmettere il virus, né durante i rapporti sessuali senza preservativo, né con i baci, né dal dentista. Sebbene l’HIV non sia più trasmissibile se in terapia, molte persone con HIV continuano a subire emarginazione e pregiudizi. La campagna di sensibilizzazione dell’Aiuto Aids Svizzero in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS di quest’anno richiama l’attenzione proprio su questa discrepanza e chiarisce che il problema non è l’HIV, ma il modo in cui viene affrontato.
Nonostante gli enormi progressi medici nella lotta contro il virus dell’HIV, rimane una realtà di cui si parla troppo raramente: la sfida più grande per molte persone con l’HIV oggi non è di natura medica, ma è la discriminazione che continuano a subire anche nel 2025. È proprio questa situazione di squilibrio che l’Aiuto Aids Svizzero mette in primo piano in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS 2025, con una campagna pubblicitaria volutamente provocatoria, chiara e, a tratti, umoristica.

Queste frasi sono visibili da oggi in tutto il Paese: nelle stazioni ferroviarie, per le strade, nelle città e nei villaggi. Sono forti, incisive e volutamente scomode – e raccontano una verità che in Svizzera è ancora troppo poco conosciuta: le persone con HIV in terapia non possono trasmettere il virus, né durante i rapporti sessuali né nella vita quotidiana.
«Molte persone semplicemente non sanno che l’HIV non è trasmissibile se si è in terapia», afferma Andreas Lehner, direttore dell’Aiuto Aids Svizzero. Si parla in questo caso di carica virale al di sotto della soglia di rilevabilità. Se il virus non è rilevabile, non è nemmeno trasmissibile. Questo principio è noto anche come «Undetectable = Untransmittable», in breve U=U. «Questa ignoranza porta a rifiuto, insicurezza e paura inutile.»
In occasione del 40° anniversario, l’Aiuto Aids Svizzero punta consapevolmente su una campagna che non solo informa, ma anche stimola all’azione. Gli slogan rompono con le concezioni obsolete e invitano la popolazione ad assumersi le proprie responsabilità. Non per il virus, ma per l’atteggiamento nei confronti delle persone che convivono con esso. «Abbiamo bisogno di una Svizzera che tratti le persone con HIV così come la scienza raccomanda da anni: con rispetto, consapevolezza e senza paura», afferma Lehner. «La discriminazione nei confronti delle persone con HIV è ancora oggi una realtà. E noi la combattiamo.»
La campagna è un appello e un invito. «Chiediamo qualcosa a tutti: riconoscere i fatti e mettere in discussione i vecchi schemi mentali», dice Andreas Lehner. Allo stesso tempo, si tratta di un impegno a favore di tutte le persone. «Perché, in fin dei conti, tutti traggono beneficio da queste conoscenze. Per le persone con l’HIV significa meno discriminazione. E per tutti significa più amore e una sessualità autodeterminata», aggiunge sorridendo.
Giornata mondiale contro l’AIDS
Da oltre 35 anni, il 1° dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’AIDS. Essa ribadisce i diritti delle persone che convivono con l’HIV e invita a una convivenza senza pregiudizi né discriminazioni. Allo stesso tempo, ricorda le persone che sono morte a causa dell’AIDS. La Giornata mondiale contro l’AIDS è un momento di solidarietà, di sensibilizzazione – e un appello a lottare insieme contro l’ignoranza e l’emarginazione.